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16 Luglio 2010 - Lago di Antermoia
Dal 1992 era nata in me la voglia di andare a vedere il laghetto dolomitico di Antermoia.
Ricordo quell'anno per ben 2 volte tentammo di raggiungerlo; la prima volta dalla Valle del Vajolet (attraverso Passo Principe) e la seconda dalla Val Duron.
In entrambe le occasioni non riuscimmo a raggiungerlo; per stanchezza la prima (partimmo da un paio di km a valle del Rifugio Gardeccia e lo scarso allenamento ci fece desistere subito dopo il Passo Principe) e la seconda invece fu il brutto tempo a respingerci quando eravamo al Passo delle Ciaregole.
Ora riproviamo dalla Val Duron: splendida e verde valle che parte dal paese di Campitello e termina all'omonimo Passo Duron al cospetto dei Denti di Terrarossa e al confine con l'Alpe di Siusi.

Questa volta per essere sicuri di raggiungerlo ci avvantaggiamo con il servizio di navetta fino al Rifugio Micheluzzi (1850 m).
Percorriamo la Val Duron per circa 2 km fino ad incontrare questo bivio a sinistra (1900 m) .

Cominciamo a salire verso il Passo delle Ciaregole, tra vegetazione bassa ma fitta; il sentiero è comunque ben segnato.

Prima di arrivare al passo, voltandoci rivediamo in basso la Val Duron con alla sua testata (sinistra) i Denti di Terrarossa.


e a destra la grossa mole del Sassopiatto.

Con un pò di fatica eccoci finalmente al Passo delle Ciaregole (2282 m).
A sinistra si vede la prosecuzione del sentiero che aggirando le propaggini della Croda da Lago arriva fin su al Passo di Dona.

La dura salita continua e la vista spazia dal Sassopiatto ...

... alla sottostante verdissima Val di Dona

Finchè eccoci al Passo di Dona a 2516 m di altitudine.
da qui il panorama è stupendo su tutto il complesso Gruppo del Catinaccio d'Antermoia la cui cima è visibile al centro della foto, 3002 m.
Ora vediamo anche il Rifugio di Antermoia (2497 m), subito sotto la Croda da Lago, dietro il quale si intuisce il bacino lacustre.


Oltrepassiamo il Rifugio e il lago ci appare in tutta la sua magnificenza.

Cominciamo ad aggirare le sue rive.

Rimanendo estasiati dalla bellezza del luogo.

Ci dirigiamo verso l'altra sponda dove resiste ancora il ghiaccio formatosi dalle nevicate invernali.

Per un attimo mi sembra di essere arrivato in Islanda

Torniamo al rifugio dove ci rifocilliamo e poi ricominciamo la discesa.

Un'altra occhiata alla bella Val di Dona con alle sue spalle Sassopiatto, Sassolungo e Sella.

e poi ridiscesi in Val Duron, un simpatico incontro

